Cas

Accoglienza, mediazione, orientamento, formazione ed integrazione sono i pilastri che, da oltre due anni, sostengono il progetto diretto ai cittadini stranieri richiedenti asilo. Nella struttura in cui sono ospitati, lo stesso è attuato da parte di un’equipe multidisciplinare composta da figure professionali specifiche capaci di soddisfare le molteplici necessità manifestate dall’utenza.

Prioritario è il sostegno della procedura di richiesta d’asilo, effettuata attraverso la rielaborazione delle memorie utili all’ottenimento di una forma di protezione e il supporto psicologico in casi di particolare vulnerabilità.

In parallelo, sono sviluppate azioni che valorizzino il migrante in quanto risorsa all’interno della comunità di accoglienza, promuovendo e dando valore all’identità multietnica del territorio, educando la cittadinanza al tema dell’accoglienza, favorendo e valorizzando la convivenza e la pluralità di espressioni economiche, culturali e religiose delle diverse comunità etniche, contrastando il fenomeno della ghettizzazione e dell’isolamento fisico e culturale. Favorire la formazione e l’inserimento lavorativo sono, difatti, elementi fondamentali al fine di consentire lo sviluppo dell’indipendenza economica e di sostenere reti sociali individuali e di inclusione comunitaria. Per farlo, Xenia si avvale di reti con amministrazioni locali, soggetti del privato sociale, agenzie formative, piccole e medie imprese, associazioni di volontariato e gruppi informali.

Il CAS – Centro di Accoglienza Straordinaria –, attivo da oltre due anni, si trova presso il Comune di Cossogno (VB) e ospita 12 giovani, tra i 20 e i 30 anni, provenienti dal Pakistan e dal Bangladesh. Nel contempo, Xenia ha già avuto la gestione dei servizi di Mediazione Linguistica e Culturale, di supporto psicologico, di assistenza legale e di inserimento scolastico/lavorativo presso un centro di più ampie dimensioni.

 

Integrazione

Dei circa 25 richiedenti asilo che si sono susseguiti presso la struttura, ciascuno ha frequentato i corsi di italiano ottenendo una buona padronanza della lingua. Competenza che, unita alla loro determinazione, ha consentito l’attivazione del medesimo numero di contratti di tirocinio. Alcuni si sono trasformati in contratti di lavoro, garantendo loro una più solida autonomia.

Intorno alla comunità si è creata una forte rete di volontari che ha velocizzato i percorsi di integrazione, coinvolgendo gli ospiti in organizzazione di eventi e in attività artistico-culturali.

 

Be my chef

Percorso formativo finalizzato allo sviluppo di competenze professionali spendibili nei contesti della ristorazione, rivolto a cittadini residenti nel Verbano, incoraggiando la partecipazione di richiedenti asilo e di cittadini italiani e stranieri portatori di fragilità sociali. Il corso ha una durata complessiva di 120 ore articolate su un periodo di cinque mesi, presso il ristorante didattico di Villa Olimpia. L’organizzazione favorirà poi l’avvio di percorsi di inserimento lavorativo per quegli allievi che siano stati selezionati dai datori di lavoro che abbiano aderito al progetto.

 

Quasi amici

“Quasi Amici” vuole essere un progetto sperimentale che coinvolga richiedenti asilo e persone con disabilità, con l’intento di valorizzare le singole persone e le loro specificità.

Da qui, nasce un’esperienza di aiuto che può aiutare a percepire la complessità di difficoltà di cui si compone la vita e comprendere l’importanza di rendersi parte attiva del proprio percorso di emancipazione.

Nel concreto, il progetto si strutturerà su alcune attività che garantiscano la creazione di un contesto protetto ad avvio della relazione e sulla stimolazione dei due categorie di soggetti ai margini perché da soli realizzino dei momenti di socialità condivisa.